Eccoci puntualmente al Natale ed al nuovo anno che si affaccia sulle nostre vite: è pensiero di molti, anche il mio, ricordare di questi tempi il passato e raccogliere le forze per quello che verrà.
L’uomo spesso è sensibile all’esistenza che scorre e si sofferma sui propri ricordi che riportano alla mente tante e talvolta troppe differenze con il presente: dunque a volte non può non cedere alle malinconie ed ai dolori.
Il percorso prosegue, però, e questo è il dono più importante che subissa i sentimenti negativi: avere ancora la bellissima opportunità di essere, di esistere, di agire.
Auguri, perciò, a chi per caso mi leggesse: di serenità, innanzi tutto; in particolar modo, auguri ai miei amici più stretti e a chi ora mi è lontano.
I nuovi sentieri paiono più felici solo quando la novità li accarezza. Poi, se nulla muta nel nostro essere, si confondono con i vecchi. Perché ogni emozione è dentro di noi ma è facile incolparne gli altri.
Attorniato da un folto gruppo di diciottenni, mi sono sottoposto anch’io, questa mattina, alla prova pratica di guida, fin ora non sostenuta per mancanza di soldi e di macchina. Che mi pare siano motivi che tengano.
La nervatura, fortunatamente, ha retto e tutto è stato eseguito al meglio: mi sono distinto per aver rasentato il limite dei 50 a differenza dei colleghi che, a giudicare dalla loro andatura, dubito abbiano ingranato la terza.
Del resto, avevo già alle mie spalle 1200 km di guida autonoma e la prova del fuoco è stata il sopravvivere alll’ingorgo di ieri, con la città in festa; certamente però un pizzico di fortuna quest’oggi non ha guastato.
Di leggi, leggine, decreti legge et similia di dubbio gusto ed incerta utilità che hanno visto la luce nelle legislature italiane potremmo stilare un elenco lunghissimo. Ma, per favore, non parliamo dell’emendamento presentato dal Carroccio in questi giorni che nega de facto l’assistenza medica ai clandestini perché comporta che gli irregolari che abbiano necessità di accedere alle strutture sanitarie possano venire segnalati all’autorità e quindi espulsi e quant’altro. Evenienza finora proibita dal testo unico sull’immigrazione che si vuole quindi ritoccare.
Ritocco criminale, privo di ogni logica e difficilmente attuabile. Si vogliono forse trasformare i medici in delatori? Si vuole forse negare il plurisancito diritto alla riservatezza di dati sensibili come quelli relativi alle condizioni di salute? Ma, cosa più importante, si vuole per caso mettere a rischio la salute di tutti i cittadini italiani?
Caro Ministro Maroni, in una società esiste un qualcosa che si chiama interazione umana. Gli uomini, di solito, entrano in contatto gli uni con gli altri, fosse anche perché sono saliti sullo stesso autobus, non parliamo poi di eventuali scambi di fluidi che l’istinto porta con sé. Ora, se neghiamo ad un clandestino l’assistenza medica, vi sarà chi tra essi vi rinuncerà per paura, e quindi, non potendo essere curato, diventerà un ottimo untore inconsapevole di malattie; che, Le assicuro, non guardano in faccia a nessuno, purtroppo neppure se il malcapitato sia un fiero padano, oppure se l’abbia duro o barzotto.
E poi, in secondo luogo, vi saranno coloro che, mossi dalla disperazione, ricorreranno al mercato nero di organi o a gente poco raccomandabile che esercita abusivivamente la professione medica, finanziando così la criminalità organizzata che, ben felice di questo rimpinguo di cassa, avrà altri fondi da destinare ad attività, Le assicuro, poco piacevoli per la collettività.
Su un piano sociologico, inoltre, si rafforzeranno i ghetti i cui componenti, sentitisi paragonati a bestie, in preda a desolazione, sconforto, rabbia, emarginazione e povertà, cadranno in baratri più profondi, finendo inevitabilmente col recare ogni tipo di turbativa agli Italiani. Tralasciamo infine il discorso etico.
Si può? Sono onestamente allibito da tale e tanta miopia.
La notizia è di qualche mese fa ed è stata battuta dalla Reuters: però merita lo stesso qualche attenzione un po’ incredula.
Quest’anno in Congo ci sono stati diversi linciaggi: ed il motivo è presto detto.
Hanno dovuto calmare delle folle inferocite che ritenevano di essere state colpite da alcuni stregoni che avevano rimpicciolito il loro pene oppure avevano ingenerato impotenza.
Gli oriundi hanno affermato che agli stregoni è bastato toccarlo per operare la magia e la voce si è diffusa rapidamente per la città tanto che alcuni presunti testimoni hanno dichiarato: “L’abbiamo visto con i nostri occhi. Gli era rimasto un coso minuscolo”.
E questa fa decisamente il paio con quell’altra dell’anno scorso, diffusa seriamente da alcune televisioni indiane, a proposito delle telefonate killer che facevano ascoltare, a coloro che incautamente le accettassero, un suono in alta frequenza in grado di causare emorragie cerebrali e morte, dopo avere naturalmente colorato lo schermo del cellulare in rosso (ché fa più horror, si sa).
In Italia, invece, siamo un po’ più avanti ma mica tanto: crediamo alle bufale per cui aggiungendo un certo contatto al nostro client di messaggistica istantanea preferito ci “infettiamo” con un terribile virus informatico.
E del resto, i pericoli che le nuove tecnologie ci costringono ad affrontare sono tanti; per esempio, ho ricevuto l’altroieri dalla H3G un messaggio che diceva esattamente così: “Non accettate SMS da sconosciuti! I pedofili inviano SMS chiedendo foto oscene in cambio di ricariche”.
Per carità, lodevole iniziativa: ma come si fa a non accettare un sms? Temo si confondano con le caramelle.
I numeri della roulette vanno dall’1 al 36.
Per questo il croupier rimane esterrefatto quando qualcuno alle sue spalle gli porge una pila di fiches chiedendo “Me le punta sul 37, per favore?”.
I giocatori si bloccano, il croupier si volta, tutti fissano l’uomo che vuole scommettere sul 37. E si chiedono come possano non averlo notato prima, con quello smoking turchese, il papillon argentato, la testa completamente calva, gli occhi trasparenti. Sembra spuntato per un gioco di prestigio. Venuto da chissà dove, come le irregolari fiches dorate che protende verso il croupier. Un pazzo, un alieno, un angelo della sorte?
Lo chef du table decide per tutti. “Il signore ha chiesto di giocare il 37. Sia accontentato.” Le fiches vengono deposte in fondo al tavolo verde. Il giocatore le osserva compiaciuto, poi aggiunge: “Vorrei giocarmi tutto, punto anche queste”. Dalle tasche estrae diamanti e stelle, lacrime e perle, occhi di bambola e denti di tigre, barlumi di saggezza e scintille di speranza. Ora sul tavolo c’è una piccola piramide luccicante. Nessun altro gioca. Hanno finalmente capito, sono lì per imparare: che esiste sempre un’altra possibilità, nessuna vita basta mai a se stessa, niente resterà immutabile.
“Rien ne va plus.”
La pallina corre impazzita dietro la causa persa che il cuore vuole difendere. Schizza via dalla roulette, rotola sul pavimento della sala.
Una donna bionda sulla soglia la ferma con la punta della sua elegante scarpa bianca.
“Scusi, madame, che numero di piede ha?” domanda lo chef du table.
“37” risponde lei.
“Trente-sept, blanche” annuncia lui.
Il giocatore incassa la vincita.
di Gabriele Romagnoli, scoperto attraverso http://fregoe.tumblr.com/
Estate a tratti frenetica, a tratti placida ma vissuta abbastanza intensamente: qualche meraviglioso giorno di vacanza a Corigliano insieme ai miei amici mi ci voleva proprio.
Sono stato magnificamente: luoghi stupendi, ospitalità eccezionale, ottima compagnia.
Femmene e uommene vanno a caccia, cantavano i Trettré lo scorso millennio (!) in un buffo misto di napoletano ed inglese maccheronico; e difatti il tempo delle vacanze è arrivato: soprattutto per me, ha significato rivedere amici e persone da tanto tempo lontane, che so già mi mancheranno un casino, e conoscerne piacevolmente di nuove.
Ora i giorni intasati di ritrovi ed appuntamenti iniziano però ad allentare un po’ il ritmo: il fulcro dell’estate disperde e svuota. E io? Boh! Suppongo di trascorrere qualche altro giorno al mare anche da solo (perché no? si cucca meglio! ;D )
Epperò mi piacerebbe tanto anche riuscire ad allontanarmi per qualche giorno, se raggranello un adeguato numero di centesimi, direi un qualche miliardo di monetine, suppergiù.
Dunque, buone vacanze a tutti. E se vi sembra di avere troppo tempo a disposizione, o troppo poco, ascoltate attentamente le parole del professor Randy Pausch le cui vicende, purtroppo tragicamente concluse, seguivo da un po’.
Quanto tempo che non scrivevo qui sopra, però, stavolta, l’occasione è troppo ghiotta perché me la lasci sfuggire. È che mi grillava per il capo un pensiero un po’ strambo, dopo aver letto che il colosso Ebay implementerà a breve nuove e strabilianti funzioni nel suo sistema. Credo di avere un’idea anch’io per innovare anche Ciao.it, famosissimo portale di social networking in cui gli utenti si scambiano tra loro recensioni e giudizi sulla convenienza e le caratteristiche degli oggetti più disparati.
Perché non recensire anche gli ex, risparmiando inutili beghe al futuro malcapitato?
Ovviamente, per dirla con il linguaggio di pubblicitari e web-designer, l’header ed il payoff originale (cioè l’intestazione e lo slogan) devono essere opportunatamente adattati ma fortunatamente il nome del dominio è già perfetto com’è, e si attaglia in maniera superba. Le immagini a corredo vi illustreranno la modifica che apporterei, secondo me più carina dell’originale, e, più giù, cosa scriverei al riguardo.
Il prodotto arriverà a casa vostra già usato: sembra infatti che nuovi non ne facciano più, in séguito ad una risoluzione della Corte Europea Per i Diritti del Povero Cristo Che Si Mette Con Lui che, in una con il WWF, ne ha sancito la non commerciabilità per evidenti difetti di fabbricazione.
Ciò nonostante, il vostro acquisto si presenterà a tutta prima in modo ottimale: dolce, romantico, premuroso, sensibile. Volendo guardare lontano, si intravederà soltanto una leggera sindrome da Giovanna d’Arco che, dotata di strani poteri e però incompresa da tutti, temeva di finire, come appunto accadde, sul rogo.
È soltanto, tuttavia, ad uno sguardo più approfondito che emergeranno lentamente i primi inconvenienti. Eccone alcuni:
la manopola selettrice di modalità (tasto MODE) nella maggior parte dei modelli è fuori servizio, e rimane bloccata nella posizione RANDOM. Quindi, sarà il dispositivo autonomamente ad impostarla per voi, scegliendo tra quelle predefinite che, tra le altre, comprendono: modalità REVENGE & CAZZEEMM, in cui l’apparecchio vi farà pagare caro le pecche che commetterete nell’utilizzo; modalità SCHIOVERE, in cui l’apparecchio argomenterà in modo saggio (?) le motivazioni che lo hanno spinto ad agire in un determinato modo, modalità HARAKIRI in cui il dispositivo, un po’ come Madama Butterfly, estrarrà un pugnale che vi infiggerà nel petto e subito dopo aprirà da solo il circuito principale, cioè si disattiverà dopo aver recitato la formula canonica: “Con onor muore chi non può serbar vita con onore”, modalità STEALTH con cui l’apparecchio pretenderà di essere utilizzato soltanto all’insaputa del 99,8% del mondo e quando nei circostanti 4 chilometri non vi sia anima viva - se la distanza è di soli 3,9 km si metterà in standby da solo.
Il congegno deve essere adoperato lontano da fonti di calore e con una temperatura ambientale compresa tra i 10 e i 22 gradi centigradi: si infiamma infatti molto facilmente, e quando ciò accade, le esalazioni provenienti dalla ventola di areazione sono velenose e tossiche.
L’autonomia della batteria è spesso limitata ad una giornata, a volte anche di meno. Infatti, vedendolo di frequente, essa si esaurirerà ed il dispositivo chiederà, con apposito messaggio, di essere lasciato da solo per ricaricarsi autonomamente senza il vostro intervento, in quanto ha bisogno dei suoi spazi o con altra qualsiasi delle 364 motivazioni pescate random nel database ed accuratamente argomentate.
Fortunatamente è presente pure il pulsantino MUTE, ed il dispositivo escluderà autonomamente il circuito sonoro in condizioni di sovrarriscaldamento davvero eccessivo. Onde evitare di pertirsene, esso vi jastemmerà in silenzio, con rapide occhiate inceneritrici.
L’alimentatore incluso nella confezione è sicuramente non a norma, e necessiterà di essere sostituito, anche se è difficile reperirne uno compatibile. Infatti il wattaggio necessario è estremamente variabile, e più potenza e importanza gli date, più ne assorbirà, fino a saturare la disponsibilità complessiva del vostro impianto elettrico. Necessaria perciò la messa a terra per agevolare l’intervento del differenziale, così come del resto previsto dalla legge vigente ai sensi del d.p.r. 547/55, della legge 46/90 art.7 e della norma CEI 64-8/4.
Se ne consiglia moderatamente, dunque, l’acquisto, nel solo caso in cui si sia disposti a spendere in sedute di psicoterapia, da acquistare a parte. Il contratto di vendita, una volta perfezionato, si intenderà definitivo: non è prevista infatti la cessione in comodato d’uso, e quindi non è possibile la restituzione dell’apparecchio al termine del suo ciclo di vita, in quanto pare che nessuno, dopo averlo provato, sia interessato a “prenderlo indietro”.
Ah, se non si era capito, e qui lascio davvero da parte l’ironia - e potete credermi - tanti sinceri auguri a voi due. Sono contento che qualcosa di bello stia nascendo, e vi auguro, dal profondo del cuore, tutto il meglio.