And I never thought I’d feel this way
And as far as I’m concerned… Read the rest of this entry »
Sono stati giorni difficili, questi: giorni carichi di terrore che talvolta apriva un varco alla speranza, ad una speranza nebbiosa ed indistinta, per poi seguitare con l’altalenìo delle sensazioni.
Nulla è ancora certo e, trattandosi di salute, (non mia) il livello di allerta resta massimo: l’attesa, dunque, continua, e da essa potrebbe derivarne di tutto, ma l’ottimismo è capace quasi sempre di trovare pertugi attraverso cui osmotizzare.
Girare per gli ospedali mi ha insegnato tanto: soprattutto a comprendere che non è retorica la frase per cui ogni istante di vita è un dono e nulla più, una fortuna in continua elargizione e soltanto fino ad un certo punto.
Ho imparato pure che in compagnia si soffre la metà, si potrebbe dire, ed ho constatato ancora una volta che, nonostante il brutto momento a cui ancora non posso ancora dare un finale certo, Qualcuno mi aiuta: finora tutto ciò di brutto che mi è accaduto è capitato nei momenti in cui mi sentivo più forte, in cui potevo sopportare di più, con una tempistica che sembrava davvero studiata a tavolino: quando invece faticavo a star bene con me stesso, ciò che era esterno alla mia persona procedeva con agio. Mi sembra un regalo non da poco.
Ho anche sentito, forte, l’affetto dei miei amici ed a loro va tutta la mia gratitudine: spero di portarvi tutti con me nel mio futuro; lo spero davvero.
Stamattina all’esame avevo tra i miei obiettivi quello di capitare con il bravo e bono Dottor K che, già alla scorsa occasione, mi aveva passato con 30 alla prof.
Appena entrato in aula, per favorire tutto ciò, non ho cagato di striscio l’insegnante e mi sono avvicinato a lui:
- Dove metto il libretto?
- Per la sua materia iniziamo tra mezz’ora.
- Va bene, allora ci vediamo dopo? - chiedo io, con un leggero sorriso ed utilizzando lo stesso tono con cui inviterei il mio eventuale ragazzo ad uscire a cena.
Lui annuisce in segno d’assenso, io vado a fare un giro e dopo trenta minuti mi ripresento: mi muovo attorno alla cattedra per consegnare il libretto ma stavolta Dottor K. è impegnato e me ne dolgo perché devo assolutamente dare il libretto a lui, per non capitare in chissà quali branchie.
Ma stavolta è lui che mi guarda, mi fa segno di avvicinarmi ed è fatta: ed ecco che casualmente sarò esaminato da lui.
Quando poi si allontana dopo un po’ tremo e temo che i miei giochi vadano in fumo, ma per fortuna ritorna quasi subito ed inizia ad interrogarmi altrettanto presto.
Diverse domande, a cui rispondo con sicurezza, e mi manda a posto con un provvisorio trenta anche stavolta: riesco perfino a infilarci per lo mezzo un paio di paroline di tedesco, come Bürgerliches Gesetzbuch, che fanno tanto figo, anche se, almeno al momento, di questa lingua mi limito a conoscere poco più di eins, zwei, polizei, come si ballava negli anni ‘90.
Attendo tre ore prima della seconda passata: la professoressa Cretina Inutile si dilegua, poi ritorna e comincia a ridere come una scema: ad una ragazza chiede addirittura qual è la sua media, e poi le appioppa lo stesso voto (bel metro di giudizio, eh?)
Quando mi spara quel 28 non ho manco la voglia, come avevo fatto in altre occasioni, di chiedere di continuare l’esame: lo incasso non troppo dispiaciuto e mi avvio verso casa, sotto un sole liquefacente.
La Corte dei Conti, nella persona di Claudio De Rose, procuratore generale della magistratura contabile, si è detta “sostanzialmente d’accordo” con la proposta di legge popolare avanzata da Beppe Grillo nel suo blog, per cui i politici già condannati in via definitiva dalla giustizia (e nel nostro parlamento non sono pochi!) non potranno più ripresentarsi alle elezioni.
Sembra un principio elementare e scontato, ma leggere in questi giorni gli scritti di Friederich Karl von Savigny per ragioni di studio, in cui è posta in evidenza l’eccellenza del diritto romano, mi fa venire in mente quello che già accadeva nell’antica Roma con la nota censoria, dove, coloro che avevano gravi precedenti di carattere privatistico o pubblicistico, venivano cancellati dalle liste dei senatori.
E noi, così “evoluti”, siamo ancora ad almanaccare sul da farsi e a dover presentare proposte del genere: però, quello che è avvenuto, e cioè che una proposta di legge tragga fondamento dalle parole di un blogger, assieme al fatto che diversi politici inizino a tenere conferenze virtuali su Secondlife, è segno che qualcosa sta mutando e, magari, ci si avvia verso una democrazia un pochino più partecipata e partecipabile.
O sono io ad essere utopista?
Ho sempre conservato un buon rapporto con i miei ex, li ricordo con affetto e so di essere ricambiato, e questo mi inorgoglisce e mi dà serenità perché so che coloro che mi hanno provato (ché tanto ormai spesso siam solo oggetti) mi ricordano con piacere.
Non dimenticherò mai il pianto dirotto di CA, disperato per avermi messo nei pasticci, le cose che MP ha fatto per me, LA, su cui ci stiamo lavorando, ed ovviamente nemmeno un certo Pinguino.
Che si è fidanzato in casa, innamoratissimo ed a cui ho fatto (e rinnovo) i miei sinceri auguri.
Con una punta di invidia, però: non per il suo lui, ché tanto capiterà anche a me un nuovo compagno prima o poi, ma perché riesce, ancora una nuova volta, ad essere in gran balìa di Cupido.
Io, in verità, sto addivenendo a schifare un pochettino quella sottospecie di angioletto con la freccia spuntata ed arrugginita.
Nel sito del Babilonia Magazine, storica rivista gay, si legge che:
Due giovani su cinque pensano con convinzione che l’Aids si diffonda con un bacio. E’ lo stupefacente risultato di un sondaggio realizzato su web da Anlaids, associazione da anni impegnata sul fronte della prevenzione dell’Hiv e della sensibilizzazione delle nuove generazioni sul tema della prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. Al sondaggio hanno partecipato 4.550 persone, per i tre quarti scelte sotto i 25 anni al fine di ottenere un ritratto realistico della percezione che i ragazzi più giovani hanno della malattia. Tra le opinioni diffuse, un intervistato su cinque crede anche che dall’Aids si guarisca con apposite cure, mentre sia già possibile vaccinarsi per chi ancora non l’ha contratta. «E’ sconfortante- ha commentato il presidente di Anlaids Fernando Aiuti– , è un segno di una grave disinformazione e di molta confusione». (Daniele Stefanoni)
Già, è davvero sorprendente e stento a crederci così tanto che mi si affaccia un qualche dubbio sulla veridicità di tutto ciò: però, riflettendo meglio alla luce di conversazioni realmente avute, l’incredulità si smorza parecchio ricordando per esempio (ed è molto peggio del discorso del bacio!) quando mi fu detto da un tizio che non indossava il preservativo durante il sesso anale perché raggiungeva l’orgasmo all’esterno, oppure da un altro che non aveva adoperato protezioni durante un rapporto completo totalmente occasionale con un preclaro puttaniere in quanto questi gli aveva mostrato le analisi appena fatte. E il periodo finestra dove lo mettiamo? (Oltre che poi non c’è solo l’AIDS né esso è la sola patologia sessualmente trasmissibile inguaribile).
Ancora più pericolosa ovviamente è la concezione, in certi ambienti abbastanza diffusa, secondo la quale queste sarebbero solo menate.
A volte mi è capitato di leggere annunci in chat di gente incurante della loro salute: li ho contattati gentilmente in privato, e, con il tatto ereditato da mia madre in questo genere di cose, ho chiesto: hai già qualche malattia o conti di prenderla presto?
Dite che non è un approccio delicato o che dovevo farmi i cazzi miei? Io penso di no: a volte ha funzionato e li ho visti disconnettersi immediatamente. Chissà perché.
Apprendo oggi dal sito dell’Agenzia Servizi Giornalistici che:
I Dico lasciano il posto ai Cus, contratti di unione solidale. Il presidente commissione Giustizia del Senato, Cesare Salvi, ha presentato un nuovo testo base di discussione sulle unioni civili. Queste le principali disposizioni del nuovo testo sui diretti e doveri dei conviventi:i “Cus”,anche per persone dello stesso sesso, si stipulano davanti a giudici di pace o notai e sono trascritti in apposito registro. Non possono farli minorenni, interdetti per infermità di mente, sposati, condannati per omicidio, anche tentato, del coniuge. Tra i diritti dei Cus: successione in locazioni, assistenza sanitaria, eredità, trasferimenti di lavoro. Il contratto si puó sciogliere per accordo tra i 2, unilateralmente,per matrimonio di 1 dei 2 (mg).
Effettivamente, continuare ad accatastare proposte su proposte mi sembra la cosa più saggia da fare. Io, al loro posto, mi guadagnerei lo stipendio inventando i:
P.F.R.: Patti di Fratellanza Reciproca
A.CO.CO. (con l’accento sull’ultima o) : Accordi di COnvinenza e COmunione
IMP.A.S.: Impegno di Assistenza Solidale
CO.RE.SO: COntratto di REciproco SOstegno
e, per finire, che ne pensate dei F.A.C.C.I.O, cioè i Fraternali Accordi di Convinenza e Comunione Impegnata e Obbligatoria?
Ah, già, dimenticavo: i FACCIO proprio no!
La vita procede e fortunatamente non troppo malaccio: ancora una settimana scarsa di studio (si fa per dire, poi, ché ’st’esame è una caxxata) e poi finalmente mi sentirò a pieno titolo in vacanza.
Spero di avere lo stesso la voglia di studiacchiare qualcosa ma parlo di una concezione mentale, più che altro: e poi il 21 scenderà da Milano il mio amico Shaka e la nostra allegra combriccola - libera o quantomeno un po’ sollevata dai vari impegni del tempo ordinario - potrà ritrovarsi più spesso.
E poi magari mi aspetta pure un pc nuovo: che bello! che bello!
Mi sento abbastanza tranquillo: il mio ex a volte mi manca un po’ e di sicuro mi dispiace molto (e talvolta rischia di minare il mio equilibrio) leggere nei suoi nick alcune frasi malinconiche che egli certamente riferisce a me, ma purtroppo, come dire, siamo e rimarremo due pezzi ad incastro che non combaciano.
La cosa che più mi solleva, comunque, è constatare che riesco ad attingere il mio benessere da me stesso, piuttosto che da dubbie aspettative verso il futuro; credo, in fin dei conti, sia uno dei punti-cardine della nostra vita: acquisire la consapevolezza della transitorietà di ogni cosa e concentrarsi su sé stessi.
In una recente intervista al Magazine del Corriere della sera, Biagio Antonacci ha dichiarato:
“Diciamo che non essere brutto - se poi si può dire brutto a un uomo - aiuta molto.”
Ma che una vaga idea debba averla in merito alla distinzione si capisce poi dal seguito, quando aggiunge:
“Però è anche vero che ci sono cantanti belli che non hanno successo e quelli brutti che riempiono gli stadi.”
Beata innocenza del maschio eterosessuale, come ho pensato a tutta prima, o reviviscenza delle vecchie concenzioni, magari un po’ ipocrite, per cui l’uomo deve solo aver cervello?
Ché, nel caso in cui fosse la seconda, potrebbe anche non dispiacermi.