Apprendo oggi dal sito dell’Agenzia Servizi Giornalistici che:
I Dico lasciano il posto ai Cus, contratti di unione solidale. Il presidente commissione Giustizia del Senato, Cesare Salvi, ha presentato un nuovo testo base di discussione sulle unioni civili. Queste le principali disposizioni del nuovo testo sui diretti e doveri dei conviventi:i “Cus”,anche per persone dello stesso sesso, si stipulano davanti a giudici di pace o notai e sono trascritti in apposito registro. Non possono farli minorenni, interdetti per infermità di mente, sposati, condannati per omicidio, anche tentato, del coniuge. Tra i diritti dei Cus: successione in locazioni, assistenza sanitaria, eredità, trasferimenti di lavoro. Il contratto si puó sciogliere per accordo tra i 2, unilateralmente,per matrimonio di 1 dei 2 (mg).
Effettivamente, continuare ad accatastare proposte su proposte mi sembra la cosa più saggia da fare. Io, al loro posto, mi guadagnerei lo stipendio inventando i:
P.F.R.: Patti di Fratellanza Reciproca
A.CO.CO. (con l’accento sull’ultima o) : Accordi di COnvinenza e COmunione
IMP.A.S.: Impegno di Assistenza Solidale
CO.RE.SO: COntratto di REciproco SOstegno
e, per finire, che ne pensate dei F.A.C.C.I.O, cioè i Fraternali Accordi di Convinenza e Comunione Impegnata e Obbligatoria?
Ah, già, dimenticavo: i FACCIO proprio no!