La Corte dei Conti, nella persona di Claudio De Rose, procuratore generale della magistratura contabile, si è detta “sostanzialmente d’accordo” con la proposta di legge popolare avanzata da Beppe Grillo nel suo blog, per cui i politici già condannati in via definitiva dalla giustizia (e nel nostro parlamento non sono pochi!) non potranno più ripresentarsi alle elezioni.
Sembra un principio elementare e scontato, ma leggere in questi giorni gli scritti di Friederich Karl von Savigny per ragioni di studio, in cui è posta in evidenza l’eccellenza del diritto romano, mi fa venire in mente quello che già accadeva nell’antica Roma con la nota censoria, dove, coloro che avevano gravi precedenti di carattere privatistico o pubblicistico, venivano cancellati dalle liste dei senatori.
E noi, così “evoluti”, siamo ancora ad almanaccare sul da farsi e a dover presentare proposte del genere: però, quello che è avvenuto, e cioè che una proposta di legge tragga fondamento dalle parole di un blogger, assieme al fatto che diversi politici inizino a tenere conferenze virtuali su Secondlife, è segno che qualcosa sta mutando e, magari, ci si avvia verso una democrazia un pochino più partecipata e partecipabile.
O sono io ad essere utopista?