Se avete una sfilza di interrogativi di una qualche lunghezza da porre ad un operatore di un centralino (che oggi va molto di moda chiamare call center) dovete temere come morte le frasi va bene? e buongiorno.
Va bene? è una trappola infame che può condurvi in poco meno di due battute a trovarvi con la cornetta in mano e la comunicazione interrotta, pieni di dubbi che non si è riusciti a manifestare: infatti, se rispondete di sì, e dall’altra parte c’è tutta l’intenzione di sbarazzarsi di voi, magari perché state sollevando questioni spinose, il sillogisma sarà semplice: Va bene? Allora buona giornata! <clic>
Nel caso in cui non si riuscisse a spillare una risposta positiva, il trucco è semplice e la frase si presta per essere ripetuta ad libitum; che so, tipo: oggi è Giovedì, va bene? - lei è un uomo, va bene?
Scapperà un sì prima o poi.
Da ciò si deduce la prima regola: non rispondere mai né affermativamente né negativamente; se la faccenda è risolta, passare direttamente alla successiva, altrimenti chiedere ulteriori chiarimenti.
Ancora più capzioso ed infido è l’augurio di un buon proseguimento di giornata perché fa leva su regole di comportamento archetipiche inculcateci da bambini, e perciò ben radicate nel nostro subsconscio da quando ci dicevano il signore ti ha detto buonasera, vuoi rispondere?
Ovviamente, se rispondiamo, la telefonata sarà bell’e finita, e se ci scusiamo perché vogliamo continuare a parlare, al secondo buongiorno ci sentiremo a disagio a non ricambiare nemmeno la seconda volta e lasceremo perdere; da qui, la seconda regola: gli auguri di buona giornata non esistono, fate come se nn li aveste sentiti!
E’ un dramma sopratutto per chi ha bisogno dell’ umano come me e non sopporta le voci guida