La notizia è di pochi giorni fa ed in Italia è stata battuta dalla Reuters:
Un cinese è morto dopo aver giocato per tre giorni di seguito ad alcuni videogiochi online. Lo hanno riferito oggi i media di Stato cinesi.
L’uomo, un trentenne della cittadina meridionale di Guangzhou, è morto sabato dopo essere stato trasportato d’urgenza in ospedale dall’Internet cafè nel quale stava giocando, ha detto il Beijing News citando le autorità locali.
Il governo cinese ha vietato l’apertura di nuovi cybercafe nel Paese per combattere la diffusione della pornografia, e quest’anno ha emanato alcune direttive che limitano il tempo di permanenza sulla Rete da parte degli utenti.
Lo scorso aprile, il presidente Hu Jintao ha lanciato una campagna per eliminare i contenuti “malsani” presenti su Internet e per utilizzare il Web come strumento di propaganda del partito comunista al potere.
Eppure qualcosa non mi quadra:
Fatte queste premesse, è senz’altro molto utile che vi siano morti del genere, ed avanzo qualche dubbio che le cose siano andate proprio così: la follia non conosce limiti ma mi riesce difficile immaginare, così come descritta, la dinamica dei fatti.
Fortuna che siamo italiani? Per questo vi rimando ad un intervento di Patroclo, posto che abbiate la pazienza di leggerlo tutto; di certo, almeno per noi l’accesso alla Grande Rete non è bloccato, però dobbiamo imparare a documentarci in prima persona su ciò che ci interessa, vincendo la pigrizia. Sennò restiamo una piccola Cina anche noi.
Sabato scorso sono ritornato in discogay, dopo anni che ci mancavo: ero molto agitato per la serata in quanto ci sarebbe stato anche il mio ex ( non lo rivedevo da quando era finita tra noi ed in più ci eravamo recentemente scontrati via chat) e, come ciliegina sulla torta, sapevo che avrebbe ballato nello stesso locale un nuovo ragazzo che lui stava frequentando.
Direi concomitavano un buon numero di fattori perché restassi a casa, ma non ho voluto rinunciarvi: alla fine si è rivelata una serata tranquilla e, anche se io e lui ci siamo sostanzialmente ignorati, il giorno dopo è partita da lui una bella discussione su IRC con la quale abbiamo appianato i nostri rancori - cosa che quantomeno mi rasserena molto (il passato non ritornerà ma non voglio pensare di avere davvero buttato nel cesso questi anni ed il discorso avuto mi ha fatto capire che non l’ho fatto; è vero anche che rivederlo mi ha messo addosso molta malinconia di quei tempi, desiderio di lui, tristezza che sia finita, pensieri illusori sconnessi e via dicendo…. ma siamo esseri umani, dopotutto: mi basterà stare alla larga da ciò che era Noi).
Da ricordare che:
Riposa in pace, Grégory.
Les enfants qui s’aiment s’embrassent debout
Contre les portes de la nuit
Et les passants qui passent les désignent du doigt
Mais les enfants qui s’aiment
Ne sont là pour personne
Et c’est seulement leur ombre
Qui tremble dans la nuit
Excitant la rage des passants
Leur rage, leur mépris, leurs rires et leur envie
Les enfants qui s’aiment ne sont là pour personne
Ils sont ailleurs bien plus loin que la nuit
Bien plus haut que le jour
Dans l’éblouissante clarté de leur premier amour
——
I ragazzi che si amano si baciano in piedi,
contro le porte della notte.
E i passanti che passano li indicano col dito.
Ma i ragazzi che si amano
non esistono per nessuno
ed è soltanto la loro ombra
tremante nella notte
a risvegliare la rabbia dei passanti.
La rabbia, il disprezzo, le risate e l’invidia.
I ragazzi che si amano non esistono per nessuno.
Essi sono altrove, molto più lontano della notte
e più in alto del giorno
nell’abbacinante chiarore del loro primo amore.
(mia traduzione)
È già settembre e in questa freneticissima estate son riuscito perfino ad infilarci un giorno e mezzo di vacanza al mare con gli amici in quel di Palinuro, con pernottamento in roulotte. Incredibile.
A proposito di ciò che sento dentro in questi giorni, le parole mi escono con il contagocce se volessi descriverlo, ma le emozioni sono tante, infinite, irrespingibili: forse dovrei lasciar perdere.
Proverò solo a scrivere che: