Pubblicato il 20-09-2007
Categoria: (Società) by admin

La notizia è di pochi giorni fa ed in Italia è stata battuta dalla Reuters:

Un cinese è morto dopo aver giocato per tre giorni di seguito ad alcuni videogiochi online. Lo hanno riferito oggi i media di Stato cinesi.

L’uomo, un trentenne della cittadina meridionale di Guangzhou, è morto sabato dopo essere stato trasportato d’urgenza in ospedale dall’Internet cafè nel quale stava giocando, ha detto il Beijing News citando le autorità locali.

Il governo cinese ha vietato l’apertura di nuovi cybercafe nel Paese per combattere la diffusione della pornografia, e quest’anno ha emanato alcune direttive che limitano il tempo di permanenza sulla Rete da parte degli utenti.

Lo scorso aprile, il presidente Hu Jintao ha lanciato una campagna per eliminare i contenuti “malsani” presenti su Internet e per utilizzare il Web come strumento di propaganda del partito comunista al potere.

Eppure qualcosa non mi quadra:

  • il mio ex non dovrebbe essere stato in Cina ;P
  • la fonte primaria sono appunto i media di stato cinesi. Come dire, lo scoop sul trionfo di Berlusconi si evince da un servizio di Emilio Fede.
  • La poltica cinese è sempre stata estremamente restrittiva sull’utilizzo di Internet: e questo è un po’ un eufemismo per dire che la censura è pressoché integrale e assoluta; per semplificare c’è un grandissimo firewall che blocca una quantità abnorme di siti: qui potete trovare uno strumento che vi dirà se è un sito è censurato o no e tra i siti in lingua italiana (!) non visualizzabili ci sono, per esempio, quelli del Corriere della Sera, di Forza Italia e di Wikipedia. Questo può dare un’idea di quanto capillare sia il controllo: la stima è che vi siano circa 30.0000 impiegati governativi che setacciano continuamente il web alla ricerca di ciò che non è gradito ed i motori di ricerca restituiscono un errore se li si interroga a proposito di dati sensibili come ‘democrazia’, ‘Falun Gong’ oppure ‘porno’.

Fatte queste premesse, è senz’altro molto utile che vi siano morti del genere, ed avanzo qualche dubbio che le cose siano andate proprio così: la follia non conosce limiti ma mi riesce difficile immaginare, così come descritta, la dinamica dei fatti.
Fortuna che siamo italiani? Per questo vi rimando ad un intervento di Patroclo, posto che abbiate la pazienza di leggerlo tutto; di certo, almeno per noi l’accesso alla Grande Rete non è bloccato, però dobbiamo imparare a documentarci in prima persona su ciò che ci interessa, vincendo la pigrizia. Sennò restiamo una piccola Cina anche noi.

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