Ora non mi restano più alibi. La mia vita è divenuta intensa e di sicuro devo portare il peso di molte responsabilità che moralmente mi sembrano essenziali e vincolanti.
Non è che un inizio, lo so, e ben altre sfide ed oneri mi attenderanno e, soprattutto, dovrò agire, e agire con veemenza, per riappropriarmi del controllo di tutto ciò che la mia neghittosità mi ha portato a tralasciare.
Però, tranne qualche momento di umano sconforto, mi sento sereno. La contentezza non è dell’uomo, forse lambisce soltanto alcune transeunti fasi del suo percorso, ma la serenità, anche se non giunge mai dall’alto e dev’essere conquistata con i nostri sforzi, non è altrettanto utopistica. Ecco, se non altro, ora è mia, mi appartiene - e mi opporrò con le unghie a qualunque evenienza volesse strapparmela, dato che di sicuro essa non può considerarsi un traguardo acquisito.
I motivi che spingono a scrivere queste cose sono i seguenti:
- Non sono per niente un superuomo e ho, come tutti i miei limiti, però “mi fido di me” per parafrasare Jovanotti. Da ciò deriva che, nonostante le infinite sfide che mi si prospettano davanti, so di poterle superare, oggi o domani, con impegno, calma, pazienza, perseveranza.
- Il mio benessere promana innanzitutto da me stesso: esso è autogestito e nessun avvocato è migliore di sé stessi; gli altri potranno scalfirmi ma non spezzarmi.
- Avverto al mio fianco la protezione ed il bonario sorriso delle grandi Guide che ho avuto la fortuna di avere al mio fianco finché Dio ha voluto: e poco non è stato.
- L’affetto di coloro che mi vogliono bene mi è di immenso sprone, e tra essi non posso non citare il caro Janni.
- Accolgo tutto ciò che ho, anche la mia vita, come oggetto in leasing. Mi alleno all’idea che nulla è mio, nulla mi appartiene e spero che questo mi permetterà di affrontare con maggiore accettazione quanto mi è stato stipato in serbo.
- Mi sento tremendamente curioso: di imparare, vivere, fare esperienze, soffermarmi a pilluccare, riflettere, divertirmi con poco e approfondire qualunque minuzia: questo mi fa sentire parte, un po’ bambinescamente, di una grande avventura, intricata ma intrigante.
Sono soltanto parole queste, è chiaro. Proponimenti e conquiste parziali che è facile sfuggano di mano, ideali che l’esistenza può slavare in un nonnulla, però essi rimangono pur sempre lì, al loro posto, ad indicarmi il cammino.