Di leggi, leggine, decreti legge et similia di dubbio gusto ed incerta utilità che hanno visto la luce nelle legislature italiane potremmo stilare un elenco lunghissimo. Ma, per favore, non parliamo dell’emendamento presentato dal Carroccio in questi giorni che nega de facto l’assistenza medica ai clandestini perché comporta che gli irregolari che abbiano necessità di accedere alle strutture sanitarie possano venire segnalati all’autorità e quindi espulsi e quant’altro. Evenienza finora proibita dal testo unico sull’immigrazione che si vuole quindi ritoccare.
Ritocco criminale, privo di ogni logica e difficilmente attuabile. Si vogliono forse trasformare i medici in delatori? Si vuole forse negare il plurisancito diritto alla riservatezza di dati sensibili come quelli relativi alle condizioni di salute? Ma, cosa più importante, si vuole per caso mettere a rischio la salute di tutti i cittadini italiani?
Caro Ministro Maroni, in una società esiste un qualcosa che si chiama interazione umana. Gli uomini, di solito, entrano in contatto gli uni con gli altri, fosse anche perché sono saliti sullo stesso autobus, non parliamo poi di eventuali scambi di fluidi che l’istinto porta con sé. Ora, se neghiamo ad un clandestino l’assistenza medica, vi sarà chi tra essi vi rinuncerà per paura, e quindi, non potendo essere curato, diventerà un ottimo untore inconsapevole di malattie; che, Le assicuro, non guardano in faccia a nessuno, purtroppo neppure se il malcapitato sia un fiero padano, oppure se l’abbia duro o barzotto.
E poi, in secondo luogo, vi saranno coloro che, mossi dalla disperazione, ricorreranno al mercato nero di organi o a gente poco raccomandabile che esercita abusivivamente la professione medica, finanziando così la criminalità organizzata che, ben felice di questo rimpinguo di cassa, avrà altri fondi da destinare ad attività, Le assicuro, poco piacevoli per la collettività.
Su un piano sociologico, inoltre, si rafforzeranno i ghetti i cui componenti, sentitisi paragonati a bestie, in preda a desolazione, sconforto, rabbia, emarginazione e povertà, cadranno in baratri più profondi, finendo inevitabilmente col recare ogni tipo di turbativa agli Italiani. Tralasciamo infine il discorso etico.
Si può? Sono onestamente allibito da tale e tanta miopia.
La notizia è di qualche mese fa ed è stata battuta dalla Reuters: però merita lo stesso qualche attenzione un po’ incredula.
Quest’anno in Congo ci sono stati diversi linciaggi: ed il motivo è presto detto.
Hanno dovuto calmare delle folle inferocite che ritenevano di essere state colpite da alcuni stregoni che avevano rimpicciolito il loro pene oppure avevano ingenerato impotenza.
Gli oriundi hanno affermato che agli stregoni è bastato toccarlo per operare la magia e la voce si è diffusa rapidamente per la città tanto che alcuni presunti testimoni hanno dichiarato: “L’abbiamo visto con i nostri occhi. Gli era rimasto un coso minuscolo”.
E questa fa decisamente il paio con quell’altra dell’anno scorso, diffusa seriamente da alcune televisioni indiane, a proposito delle telefonate killer che facevano ascoltare, a coloro che incautamente le accettassero, un suono in alta frequenza in grado di causare emorragie cerebrali e morte, dopo avere naturalmente colorato lo schermo del cellulare in rosso (ché fa più horror, si sa).
In Italia, invece, siamo un po’ più avanti ma mica tanto: crediamo alle bufale per cui aggiungendo un certo contatto al nostro client di messaggistica istantanea preferito ci “infettiamo” con un terribile virus informatico.
E del resto, i pericoli che le nuove tecnologie ci costringono ad affrontare sono tanti; per esempio, ho ricevuto l’altroieri dalla H3G un messaggio che diceva esattamente così: “Non accettate SMS da sconosciuti! I pedofili inviano SMS chiedendo foto oscene in cambio di ricariche”.
Per carità, lodevole iniziativa: ma come si fa a non accettare un sms? Temo si confondano con le caramelle.