Eccoci puntualmente al Natale ed al nuovo anno che si affaccia sulle nostre vite: è pensiero di molti, anche il mio, ricordare di questi tempi il passato e raccogliere le forze per quello che verrà.
L’uomo spesso è sensibile all’esistenza che scorre e si sofferma sui propri ricordi che riportano alla mente tante e talvolta troppe differenze con il presente: dunque a volte non può non cedere alle malinconie ed ai dolori.
Il percorso prosegue, però, e questo è il dono più importante che subissa i sentimenti negativi: avere ancora la bellissima opportunità di essere, di esistere, di agire.
Auguri, perciò, a chi per caso mi leggesse: di serenità, innanzi tutto; in particolar modo, auguri ai miei amici più stretti e a chi ora mi è lontano.
I nuovi sentieri paiono più felici solo quando la novità li accarezza. Poi, se nulla muta nel nostro essere, si confondono con i vecchi. Perché ogni emozione è dentro di noi ma è facile incolparne gli altri.
Attorniato da un folto gruppo di diciottenni, mi sono sottoposto anch’io, questa mattina, alla prova pratica di guida, fin ora non sostenuta per mancanza di soldi e di macchina. Che mi pare siano motivi che tengano.
La nervatura, fortunatamente, ha retto e tutto è stato eseguito al meglio: mi sono distinto per aver rasentato il limite dei 50 a differenza dei colleghi che, a giudicare dalla loro andatura, dubito abbiano ingranato la terza.
Del resto, avevo già alle mie spalle 1200 km di guida autonoma e la prova del fuoco è stata il sopravvivere alll’ingorgo di ieri, con la città in festa; certamente però un pizzico di fortuna quest’oggi non ha guastato.